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Ogni frase di Conte meriterebbe una didascalia. «Ci siamo giocati il bonus». Chi poi volesse saperne di più su ciò che Antonio davvero pensa, non perda tempo: a parte lui e Oriali, in pochi sono davvero a conoscenza del pensiero contiano. È un conto alla rovescia, perché domenica potrebbe essere quella dello scudetto nel caso in cui le combinazioni astrali sorridessero al Napoli. Perché se gli azzurri vincono a Parma e la Lazio sbanca San Siro, potrebbe esserci già la grande festa. Da oggi parte il conto alla rovescia: Conte si è concesso poche ore di relax, ma si prepara alla battaglia. Nel ventre del Maradona ha già affrontato la questione: «Ci vuole calma, adesso si vince con la testa». Inutile alzare l’asticella della pressione: vuole che in queste ore tutto scorra in apparente normalità. Il primo segnale lo ha mandato già: raramente dopo un pari, concede il giorno libero. Stavolta lo ha fatto. Dice: «Chi non avrebbe messo la firma per stare con questa classifica l’estate scorsa?». In realtà, vorrebbe dire a gennaio, dopo la partenza di Kvaratskhelia e gli arrivi di tutta gente che lui non voleva: perché cercava l’erede di Kvara ed è arrivato Okafor e un altro difensore centrale. E non è arrivato nessuno. Acqua passata.
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