[:it]Conte: «Mentalità giusta, è l’ora di reagire» [:]


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Se un inglese batte le mani a un avversario, vuol dire che questo avversario ha giocato con passione, orgoglio e amore. Ma il Napoli che si è ritrovato a Castel Volturno sta dando prova di essere entrato in un’altra dimensione. Perché Conte li ha visti in faccia i suoi ragazzi e ha capito che dei complimenti, degli alibi e delle giustificazioni per il ko con il Manchester City non sanno che farsene. I campioni d’Italia sono ormai una formazioni di cannibali e anche all’Etihad pensavano di poter dare spettacolo.

«Sono felice per la mentalità che ho visto», insiste Conte con la squadra. Ma vincere, anche per il Napoli, è diventata l’unica cosa che conta: gli applausi da perdenti, non servono a nulla. Ecco, c’è una rabbia negli azzurri che dà il peso di quello che ora è il Napoli. La sconfitta di Manchester può essere, forse, come quella con il Verona, simbolica: segna l’ingresso ufficiale in una nuova dimensione. Lassù, dove il football lo hanno inventato si è forse svolto un rito iniziatico: Conte ha insegnato che una sconfitta va vissuta come una tragedia. E allora questa delusione che ha respirato ieri mattina nel volo di ritorno dall’Inghilterra e poi al campo di Castel Volturno, nell’allenamento del pomeriggio, quasi gli ha fatto piacere. Perdere, anche se contro una delle favorite alla Champions, dà un senso di frustrazione. D’altronde, avevano sognato una serata diversa, quelli del Napoli. Hanno sfiorato il sogno, anche se non sono mai riuscito a sfiorarlo.

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