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Nel tripudio della festa, pochi minuti prima che passino Di Lorenzo, Mcfratm, Anguissa, Lukaku, Adl, Conte e la Coppa Scudetto, Sabrina si sta sbracciando sul lungomare. Tra i fumogeni azzurri e le bandiere che sventolano, sta sotto il sole da prima di mezzogiorno. E sorride a tutta bocca: «Non posso dirle il mio cognome, mi dispiace – sussurra – E non mi faccia neppure foto, per piacere». Come mai? «Ho preso un giorno di malattia dal lavoro per venire a Mergellina», rivela guardando in basso. «Ah, io in questo momento dovrei avere una call di lavoro», aggiunge un signore che orecchia la conversazione. Poco dopo, incrociamo una bella signora in tailleur in attesa del bus azzurro: «Alcune udienze sono state rimandate – sorride – Non posso dirle di più». È la Napoli dei professionisti che aspetta il Napoli. Non ci sono solo ragazzini che hanno marinato la scuola o gli ultras, tra i circa 300mila del lungomare: è azzurro anche il popolo di professionisti che hanno “marinato” l’ufficio, ieri. Il Napoli ha trasformato il lunedì in una festività del calendario. Lo scudetto ha fatto diventare la zucca una carrozza, il ciuccio un unicorno. «Ora vorrei solo una cosa – sospira Sabrina – che mister Conte restasse alla guida del Napoli».
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