Inter, i sogni di Marotta tra Allegri e Conte


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Non smette mai di dare la scossa il calcio di Serie A e dalle cronache dell’ultima di campionato prendono forza – fra ironia e mezze verità – almeno 3 filoni di indagine: Allegri (più di Conte) dall’anno venturo sulla panchina dell’Inter firmata Marotta; Aurelio De Laurentiis formidabile influencer del calcio dopo i 4 gol in trasferta del Frosinone; il rischio, si fa per dire, di perdere quella fama di catenacciari guadagnata in epoche per fortuna remote all’insegna del vecchio slogan “primo, non prenderle”. Molti indizi – anche di carattere non professionale – portano alla rivoluzione che Marotta ha in testa per rilanciare la “sua” Inter: il vero colpo di mercato non sarebbe Conte ma Allegri. Con l’ottavo scudetto consecutivo in tasca, comunque vada la Champions, il tecnico juventino sa di essere al capolinea sulla panchina bianconera. Poco entusiasta di una prospettiva all’estero, non ci sarebbe migliore ripartenza per Allegri, affiancato e protetto da un vecchio sodale come Marotta. A Frosinone invece pensano a un mezzobusto a piazza Cairoli per Aurelio De Laurentiis, motivatore dell’anno, la gratitudine va dimostrata: le improvvide dichiarazioni del presidente del Napoli sono diventate un formidabile innesco per l’orgoglio collettivo che ha portato ai 4 gol di Bologna, il sogno salvezza può continuare. Un bottino di 33 gol tra sabato e domenica non è un record per la Serie A. Il segnale ha una doppia faccia: attacchi scatenati, ma soprattutto difese tenere e spensierate. Per anni, “calcio italiano uguale catenaccio” è stata l’equazione affibbiata a Nazionale e squadre di club. Ma per fortuna sono ormai sepolti i tempi di Nereo Rocco e di Helenio Herrera.
 

From: Il Mattino.

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